Diario

Amazzonia…dalle rive del Rio delle Amazzoni

È stato all’inizio del Covid, quando ho deciso di partire, in Italia stavano aumentando i contagi ma ancora non si temeva il disastro. Stavolta la pancia mi ha portato in Colombia, non tanto ispirato dal paese quanto dall’unicità dalla sua natura: l’Amazzonia! Sarei potuto arrivare qui da altri Stati, come il Perù o il Brasile, ma sono finito invece a Leticia, una piccola cittadina della Colombia, al confine fra le tre nazioni, punto d’incontro tra i popoli immersi nel polmone del mondo.

Leticia si affaccia sul Rio delle Amazzoni ed è collegata al resto del paese solo per via aerea o dopo giorni di lenta navigazione. Motorini squillanti, canti d’uccelli e negozi di giocattoli, rappresentano il ricordo indelebile di questo meraviglioso luogo. Mai visti in un solo posto così tanti negozi di giocattoli vicini, ho pensato potesse dipendere dall’alta natalità, altra massima espressione della natura.

Nella cittadina sono tante le agenzie turistiche che propongono tour di più giorni nella selva, a seconda dei propri interessi, più o meno avventurosi. Ho scelto una zona poco frequentata dai turisti, dove avrei trascorso una notte all’interno di una casa galleggiante sul Piranha Lake, nome che parla chiaro. L’Agenzia Gamboa Experience mi ha consigliato bene, offrendomi un’ottima professionalità per quella che è stata un’esperienza indimenticabile.

Nel mio gruppo siamo cinque turisti oltre le due guide, l’esperta parlante spagnolo e la fine gruppo che traduceva in inglese; si parte la mattina presto a bordo di una piccola barca a motore si naviga per un paio d’ore sul Rio delle Amazzoni e dopo una breve sosta in una riserva naturale, si ormeggia per accedere a piedi alla selva, da lì ci aspettano circa tre ore di trekking.

E così è stato, mica una passeggiata, un percorso faticoso col fango fino a sotto le ginocchia e a stento si manteneva l’equilibrio. Un piede sopra una radice, un altro nel fango e ancora sopra un ramo caduto; nel frattempo la guida ci faceva strada a colpi di machete per facilitarci il passaggio. Un ulteriore complicazione è stata il non poter appoggiarsi a nulla: piante orticanti, insetti di ogni genere, anche velenosi, sono ovunque; la luce è poca, solo a stento qualche raggio di sole riesce a penetrare la vegetazione…

Ed è stato un sogno, i suoni della giungla, il verde acuto delle piante e ogni tanto si muove qualche frasca per lasciare spazio ad un uccello che prende il volo o una scimmia che va a spasso.

Uistitì pigmeo. Un esemplare della scimmia più piccola al mondo. Il suo corpo non supera 15 centimetri in lunghezza per un peso di poco più di 100 grammi.

Si giunge infine al rifugio per la notte: una casa galleggiante ancorata ad una palafitta a bordo di un lago immerso nella foresta pluviale. Non ci si dimentica dove ci troviamo, negli alberi attorno alle stanze soggiorna pacificamente qualche tarantola dalle dimensioni di un palmo della mano. Scesa la notte si va in cerca di cuccioli di caimano, le guide ne tirano fuori dall’acqua uno di circa mezzo metro, noi del gruppo lo accarezziamo e sembra piacergli, poi ovviamente lo liberiamo guardandolo nuotare via verso la sua tana.

Il nome Piranha Lake, non è un termine studiato per i turisti, l’indomani ci portano a pesca di piranha utilizzando rami secchi e filo di nylon, ottenendo oltretutto discreti risultati!

Nel pomeriggio si lascia la zona per ritornare a Leticia ripercorrendo la fitta giungla. Il sapore del ritorno è pieno di soddisfazione, fatto dei momenti dall’alba rossa, dei rumori della foresta e delle sensazioni di due giorni nel pieno della purezza della vita. Un vecchio signore del posto mi ha detto: “L’Amazzonia respira, toglie il cattivo e dà il buono”.  Credo sia vero.

Alessio Spinaci – Travel Planner