Indonesia

 

Tra Giava e Sumatra, per primo nella giungla del nord di quest’ultima, in cerca di oranghi liberi nel loro habitat naturale. Strade di terra percorse per una decina d’ore per raggiungere i luoghi, villaggi essenziali. Un bagno nel fiume a fine giornata insieme ad altri viaggiatori solitari per poi prepararsi alla notte in tenda: c’era una coppia in viaggio di nozze, così all’avventura, senza tante comodità. Poi da li altre 8 ore di strade impervie per raggiungere Berstagi, dove il giorno dopo sono salito fin dentro il cratere di un vulcano. Lungo il sentiero, tanti adolescenti locali accampati in tenda per il weekend che mi salutavano in segno di accoglienza. Ancora via, a bordo di un autobus che teneva più passeggeri sopra il tetto che al suo interno… e poi Giava centrale, l’area di Yogyakarta ai piedi dell’attivo vulcano Merapi, circondata da maestosi luoghi sacri tra cui Borobudur, il tempio Buddista più grande al mondo. Non sono mancati gli assaggi di cibo per strada, dove si mangia con meno di un Euro e il passeggiare tra le vie cittadine con i locali dove: “spagnolo, francese, italiano? Italia, Berlusconi Schillaci Pasta”.