Tanzania

 

Lo chiamo l’Inizio. Non perché sia stata la prima volta che mi muovevo, ma perché qui ho capito la differenza tra una vacanza ed un viaggio. E’ stato nel 2007, seguendo un gruppo organizzato da un’associazione umanitaria, la quale ci ha portato fuori dalle strade più battute facendoci “vedere” la vita quotidiana da queste parti, oltre che vivere un bel safari e qualche giorno di mare a Zanzibar. A bordo di un autobus veramente scassato, abbiamo raggiunto villaggi all’interno del paese: l’area di Njombe, dove le case sono capanne di terra e le scarpe sono un optional, c’è gente che cammina ore tutti i giorni per andare a prendere l’acqua e che alla vista di un gruppo di gente di carnagione bianca con un cantante che suonava la chitarra, hanno fatto festa per ore, regalandoci sorrisi, veri! Ecco, non mi aspettavo di trovare tanti sorrisi e accoglienza da visi così sporchi di terra. Una cosa triste e incredibile? Mancano i beni di prima necessità, ma ovunque puoi trovare la Pepsi, un’ombra dello schiaffo spietato dei paesi capitalisti.